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DIABETE MELLITO – DIAGNOSI

DIABETE MELLITO – DIAGNOSI

Autore: Dott. Sciangula Luigi

Attualmente la diagnosi di diabete di tipo 1 e di tipo 2 si basa esclusivamente sulla presenza di iperglicemia o di Emoglobina glicosilata >6.5%.
Il dosaggio della glicemia deve essere eseguito su sangue ottenuto da un prelievo di sangue venoso a digiuno.
I glucometri per il controllo domiciliare delle glicemia, invece, non possono in alcun modo essere utilizzati per la diagnosi di diabete, data la grande variabilità riscontrata tra i risultati forniti dai glucometri e i risultati ottenuti in laboratorio.

Un altro modo per effettuare la diagnosi di diabete è il test da carico orale di glucosio (OGTT o Oral Glucose Tolerance Test). Questo test prevede l’assunzione di 75 g di glucosio e successivamente il controllo della glicemia a due ore dall’assunzione del di glucosio. L’ OGTT rimane fondamentale per la diagnosi del diabete gestazionale, mentre attualmente non viene raccomandata dall’ADA (American Diabetes Association) per la diagnosi di diabete di tipo 1 e di tipo 2. Il WHO (World Health Organization) continua, invece, a consigliarne l’utilizzo quando la glicemia a digiuno si trovi tra 110 e 126 mg/dl. Pertanto, attualmente, la glicemia viene considerata nella norma se è < 110 mg/dl (a digiuno) o < 140 mg/dl (2 ore dopo carico orale di glucosio).
La diagnosi di Diabete , invece, si pone in ognuno di questi casi: 1) riscontro di almeno due valori di glicemia a digiuno ≥ 126 mg/dl; 2) riscontro di glicemia casuale ≥ 200 mg/dl in presenza di sintomi tipici del diabete: poliuria, polidipsia, dimagramento); 3) glicemia 2 ore dopo carico orale di glucosio ( OGTT ) ≥ 200 mg/dl. Tra la normalità e il diabete, tuttavia, esistono delle condizioni intermedie che sono indicative di una predisposizione a sviluppare il diabete: si tratta dell’Alterata Glicemia a Digiuno e della Ridotta Tolleranza Glucidica. Si parla, infatti, di Alterata Glicemia a Digiuno ( IFG o Impaired Fasting Glucose) nel caso di riscontro di almeno due valori di glicemia, a digiuno, compresi fra 110 e 126 mg/dl; in questo caso si consiglia di eseguire OGTT almeno una volta l’anno.
Invece, si pone diagnosi di Ridotta Tolleranza Glucidica ( IGT o Impaired Glucose Tolerance) nel caso di almeno due valori di glicemia, 2 ore dopo carico orale di glucosio, compresi fra 140 e 200 mg/dl. Una volta effettuata la diagnosi di diabete, i corpi chetonici e gli autoanticorpi possono essere d’ausilio nel distinguere il tipo di diabete cui ci si trova di fronte. Secondo l’ADA, infatti, i corpi chetonici (chetoni) dovrebbero essere misurati sia nel sangue, sia nelle urine dei pazienti diabetici, ma sempre come aggiunta alla diagnosi di diabete. Anche la ricerca nel sangue di autoanticorpi, rivolti contro antigeni pancreatici (anti GAD, anti IA2, anti insulina), non viene raccomandata per la diagnosi di diabete, ma per una più corretta classificazione del tipo di diabete, per l’identificazione del LADA ( Latent Autoimmune Diabetes in Adults) e per stabilire la progressione verso l’insulino-dipendenza, in particolare nel Diabete Mellito Gestazionale. Questi dosaggi anticorpali spesso sono stati utilizzati per lo screening dei familiari di soggetti diabetici di tipo 1, poiché gli anticorpi possono essere presenti mesi o anni prima della comparsa dei sintomi della malattia.

Dott. Sciangula Luigi