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TERAPIA RADIOMETABOLICA (RADIO-IODIO)

TERAPIA RADIOMETABOLICA (RADIO-IODIO)

Autore: Dott. Andrioli Massimiliano

Buona parte dei pazienti sottoposti a tiroidectomia totale per carcinoma tiroideo ha indicazione ad eseguire la terapia con iodio radioattivo (terapia ablativa con radioiodio).
La terapia radiometabolica ha tre obiettivi principali: 1) distruggere eventuali foci di cellule tiroidee residue che non è stato possibile rimuovere durante l’intervento chirurgico; 2) localizzare (con la successiva scintigrafia post-radioiodio) la sede di eventuali residui; 3) facilitare il follow-up successivo mediante il dosaggio della tireoglobulina (TG).
La terapia consiste semplicemente nell’assunzione di 1-2 capsule contenenti il radioisotopo (Iodio131), che andrà a concentrarsi nei residui di tessuto tiroideo ancora presenti nell’organismo dopo l’operazione, distruggendoli.
Poiché lo Iodio131 emette radiazioni che hanno un raggio di azione limitato a pochi millimetri, la dose di radiazioni somministrata all’organismo è relativamente piccola ed è specificamente concentrata nel tessuto tiroideo residuo (normale e/o tumorale).
Lo Iodio131, pertanto, è quindi in grado di distruggere efficacemente le cellule tiroidee sfuggite all’intervento senza recare danni importanti al resto dell’organismo.

PREPARAZIONE
Prima del trattamento con Iodio131 la terapia sostitutiva con ormone tiroideo deve essere sospesa per alcune settimane. Solitamente la levotiroxina (T4) viene sostituita dalla triiodotironina (T3) circa 45 giorni prima dalla terapia radiometabolica. Un settimana prima della terapia, infine, si sospende anche la T3.
La sospensione dell’ormone tiroideo può causare un leggero senso di malessere, debolezza, torpore e a volte impaccio e dolori muscolari. Tutti questi sintomi scompaiono completamente nel corso di alcune settimane dopo la ripresa della terapia sostitutiva con T4.
È necessario documentare con un test di gravidanza l’assenza di concepimento prima della cura e prevenire attentamente una possibile gravidanza.
Un eccessivo contenuto di iodio nell’organismo potrebbe ridurre l’effetto della somministrazione di Iodio131. Per questo motivo è opportuna una dieta povera di iodio.
Dieta povera di iodio
La dieta deve essere seguita per breve tempo, circa 2-3 settimane, e continuata durante il trattamento. Tuttavia il periodo può esser variabile e sarà cura del medico nucleare precisare questi tempi.
Non se deve effettuare una dieta “senza iodio” ma “a basso contenuto di iodio”. Una dieta a basso contenuto riduce il consumo a 50 µg al dì o meno. Lo iodio è molto diffuso: si trova in molti alimenti, in diversi farmaci ed in molti prodotti.
Consigli dietetici pratici
Consigli pratici per evitare di assumere quantità di iodio che potrebbero interferire con la scintigrafia/terapia radioablativa. Il sale da tavola (cloruro di sodio) contiene spesso iodio (questo è sempre riportato sulla confezione). E’ bene precisare che lo iodio non è sodio e che la dieta con poco iodio non è una dieta con poco sodio. Infatti il cloruro di sodio va bene, purché non sia sale marino, e non sia aggiunto di iodio. Sono da evitare tutti i prodotti e gli ingredienti di origine marina perché sono ricchi di iodio.
Evitare cibi già preparati e salati (l’industria alimentare usa spesso sale contenente iodio). La margarina contiene latte e spesso anche sale. Mangiare il pane non salato e controllare che il forno usi il sale senza iodio. Sostitutivi del latte non sono permessi perché sono a base di soia o di riso contenente sale. Per ricette che richiedono nocciole, usare sempre quelle non salate. Preparare il pangrattato in casa con il frullatore. Per condire l’insalata, invece delle salse già pronte usare olio, aceto ed erbe aromatiche. Invece delle uova intere usare solo l’albume, raddoppiandone il numero o aggiungendo acqua. Leggere attentamente la lista degli ingredienti sulle etichette dei farmaci e delle creme utilizzate. Se necessario consultare il medico e portandogli le etichette di tutti i prodotti dei quali non si è sicuri. Controllare sempre le etichette degli integratori vitaminico/minerali in quanto spesso contengono iodio.
Lo iodio entra nel corpo anche per altre vie oltre che il cibo: spesso è contenuto nei mezzi di contrasto usati per TAC, Risonanze. Se non ci si ricorda se e quando ci si è sottoposti a qualche indagine, consultare il proprio medico.
Lo iodio è usato come disinfettante (per es. Betadine). Evitare saponi, shampoo e tinture per capelli contenenti disinfettanti e iodio. Il colorante rosso è ricco di iodio (eritrosina). Controllare che non ci sia questo colorante nei cibi e nei farmaci utilizzati.
Di seguito un elenco degli alimenti da evitare indicati singolarmente, come gruppi alimentari ed i tempi di sospensione di alimenti/farmaci:

 

Alimenti da evitare:
Sale iodato, sale marino (può essere utilizzato sale non iodato)
Latticini (latte, formaggio, panna, yogurt, burro, gelato)
Cioccolato (per il contenuto del latte)
Uova
Cibi contenenti i seguenti additivi (carragen, agar-agar, algin)
Pane contenente conservanti iodati
Cibi insaccati o salati

Pesce, crostacei, molluschi, alghe
Alimenti e farmaci contenenti coloranti rossi (E127: eritrosina)
Soia e prodotti a base di soia
Evitare ristoranti (difficoltà di stabilire uso di sale iodato)

Gruppi di alimenti da evitare

Tempi di sospensione di farmaci/prodotti

 

EFFETTI COLLATERALI
La terapia con Iodio131 causa disturbi solitamente poco significativi che possono esser distinti in disturbi immediati alla terapia e disturbi successivi alla terapia.
Effetti collaterali immediati
Alcune persone possono avvertire transitori fastidi, come senso di costrizione del collo, mal di stomaco, sensazione di calore o lieve malessere, che si risolvono nel corso di 24-48 ore.
Gli effetti indesiderati dello iodio sono rari, lievi e transitori e dipendono dalla dose somministrata e dall’entità del residuo cervicale. I più frequenti sono:
– Mal di gola e raucedine: le ghiandole salivari possono essere irritate e può essere necessario l’uso di antinfiammatori o raramente di cortisone;
– Vomito;
– Mal di testa: trattare con antidolorifico al bisogno;
– Diarrea o stipsi: la diarrea è abitualmente di lieve entità. Tuttavia sarebbe preferibile un alvo regolare (un’evacuazione al giorno) per cui potrebbe essere opportuno prendere un lassativo;
– Stanchezza: è bene riposare.
L’allergia al radioiodio è rarissima e si presenta con difficoltà respiratorie, brividi, febbre, prurito e rash cutaneo.
Effetti collaterali successivi
Nei giorni seguenti, il trattamento può indebolire il senso del gusto e può comparire una sensazione di bocca asciutta. Anche questi disturbi sono in genere transitori e scompaiono nel corso di alcune settimane/mesi.
Il trattamento con Iodio131 espone ad una dose di radiazioni limitata e il rischio di indurre una nuova futura neoplasia è assente, a meno che non si debba ricorrere a dosi molto alte e ripetute per tumori particolarmente estesi o aggressivi.

INDICAZIONI DOPO TERAPIA
Devono essere poste in atto alcune semplici precauzioni il cui scopo è proteggere le altre persone (particolarmente i bambini e le donne in gravidanza) dalle radiazioni che vengono temporaneamente emesse dal corpo irradiato.
Dopo l’assunzione di Iodio131 è necessario rimanere per qualche tempo in un ambiente ospedaliero con le pareti schermate alle radiazioni. Poiché la radioattività è eliminata con le urine, la saliva ed il sudore, si devono prendere delle precauzioni per non contaminare con queste secrezioni l’ambiente o le persone. La dimissione avverrà l’organismo avrà eliminato una quantità sufficiente di Iodio131 e si potrà, quindi, far ritorno a casa.
Sebbene durante il ricovero viene eliminata la maggior parte dello iodio radioattivo, una volta tornati a casa è opportuno continuare a seguire delle piccole precauzioni per i successivi 15 giorni:
Ridurre il contatto stretto con le persone adulte (meno di 50 cm per meno di un’ora al giorno) per i primi 5 giorni e con donne in gravidanza o con bambini piccoli per 8 giorni;
Non stare in macchina con altri per più di un’ora;
Dormire in una stanza separata e lavare la propria biancheria (lenzuola, asciugamani, indumenti) separatamente per una settimana;
Usare posate separate e lavarle separatamente per una settimana;
Risciacquare bene lavandini, bidet e vasca da bagno dopo averli usati;
Lavare bene le mani con molto sapone e molta acqua dopo essere andato in bagno;
Tirare l’acqua del gabinetto 2-3 volte dopo l’uso per 15 giorni; gli uomini non devono urinare in piedi per evitare gli schizzi;
Evitare una gravidanza (almeno 6-8 mesi, sia per il sesso maschile che femminile); per gli uomini è bene evitare rapporti possibilmente fertili per almeno 3-6 mesi; trascorso tale periodo di tempo, è possibile concepire senza alcun rischio per il nascituro. Il trattamento con Iodio131 non induce riduzione permanente della fertilità e lo svolgimento della gravidanza dopo questo periodo di attesa è assolutamente normale;
Sospendere l’allattamento se in corso.

Dott. Massimiliano Andrioli
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

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