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CRIPTORCHIDISMO

CRIPTORCHIDISMO

Autore: Dott. Andrioli Massimiliano

Durante lo sviluppo embrionale i testicoli si formano nella cavità addominale. Poi dal settimo mese di gestazione in poi i testicoli “discendono” attraverso il canale inguinale sino a posizionarsi nella loro sede finale, ovvero nello scroto. La mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nel sacco scrotale prende il nome di criptorchidismo.
Il criptorchidismo può avvenire o per migrazione in sede atipica (ectopia testicolare) o per arresto prematuro del processo di discesa del testicolo (testicolo addominale, inguinale interno, inguinale esterno).
E’ più frequente riscontrare il criptorchidismo nei neonati prematuri ma può presentarsi anche nei nati a termine e, sebbene spesso si assista ad una spontanea discesa post-natale del testicolo, talvolta può persistere anche per alcuni mesi dopo la nascita.
Nella maggior parte dei casi il criptorchidismo è monolaterale (75%) ma può essere anche bilaterale (ed in quest’ultimo caso si associa spesso a sterilità) ed è frequentemente associato anche alla presenza di ernia inguinale.

CAUSE
La causa più probabile di criptorchidismo è probabilmente il deficit di testosterone, diidrotestosterone o di gonadotropine in epoca fetale. Tuttavia, anche della ostruzioni meccaniche possono causare la mancata migrazione del testicolo.
Il testicolo rienuto va incontro a progressiva degenerazione per la maggior temperatura presente a livello endoaddominale e solitamente l’atrofia del tessuto germinale si rende pienamente evidente già entro il secondo anno di vita.
Anche per questo motivo il testicolo ritenuto è a maggior rischio di degenerazione neoplastica (tumore del testicolo) ed il seminoma ne rappresenta la forma tumorale di maggior riscontro nei casi di criptorchidismo.

DIAGNOSI
E’ importante distinguere il criptorchidismo dall’anorchia (assenza totale del testicolo per mancata formazione) e ciò è possibile mediante il dosaggio delle gonadotropine, dell’inibina B e con alcuni test da effettuarsi nel periodo neonatale. A supporto della diagnosi possono concorrere alcune tecniche più (laparoscopia) o meno invasive (ecografia).
Va distinto dal criptorchidismo anche il testicolo retrattile (o testicolo in ascensore) in cui l’ipertono del muscolo cremastere determina il posizionamento del testicolo in sede extrascrotale. In quest’ultimo caso attraverso alcune manovre, con il paziente in opportune posizioni, in ambiente caldo, è solitamente possibile riportare manualmente il testicolo nella borsa scrotale. In ogni modo, solitamente, il testicolo retrattile discende spontaneamente nello scroto con la pubertà o dopo opportuno stimolo farmacologico.

TERAPIA
La terapia deve essere effettuata precocemente per evitare la rapida degenerazione testicolare e quindi la sterilità e la degerazione neoplastica.
La terapia, in prima istanza, è di tipo farmacologico (gonadotropine) al fine di indurre un aumento di testosterone e di ottenere una discesa del testicolo (che si verifica nel 25% dei casi).
Se insufficiente si interviene chirurgicamente fissando il testicolo al fondo del sacco scrotale (orchidopessi).
Nel caso di testicolo ritenuto degenerato, ne è consigliata l’asportazione (orchiectomia).

Dott. Massimiliano Andrioli
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

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