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APOPLESSIA IPOFISARIA

Autore: Dott. Andrioli Massimiliano

L’apoplessia ipofisaria è una condizione caratterizzata da necrosi, emorragica o ischemica, dell’ipofisi. Tale patologia può determinare severe conseguenze neurologiche, oftalmologiche ed endocrinologiche e richiede un rapido intervento.
La causa più frequente di apoplessia ipofisaria è la presenza di un adenoma ipofisario, spesso non secernente (non functioning pituitary adenoma, NFPA). Ma l’apoplessia può avvenire anche nel caso di patologie infiammatorie dell’ipofisi (ipofisiti) o anche in ipofisi assolutamente normali come ad esempio dopo il parto (sindrome di Sheehan).
L’ipertensione arteriosa, terapie anticoagulanti, dopaminergici, estrogeni, test diagnostici ormonali o la radioterapia ipofisaria possono contribuire alla genesi dell’apoplessia.

CLINICA

L’evoluzione dell’apoplessia è frequentemente acuta, ma in alcuni casi può evolvere in modo più lento (subacuta).
La classica sindrome clinica acuta è caratterizzata da cefalea improvvisa, violenta e scarsamente responsiva ai farmaci, rapida riduzione del visus, vomito e compromissione dello stato cognitivo.
L’apoplessia ipofisaria si associa frequentemente (70%) a ipopituitarismo (iposurrenalismo, ipogonadismo, ipotiroidismo, deficit di GH) e, a volte, può essere fatale.
La causa di questi difetti ormonali è probabilmente conseguenza della necrosi improvvisa del tessuto ipofisario. L’apoplessia ipofisaria determina un aumento della pressione intrasellare con ulteriore danno del residuo tessuto ipofisario sano.
Si osserva spesso una riduzione delle capacità visive che è solitamente molto rapida e può portare alla cecità in poche ore.

DIAGNOSI

Per una diagnosi tempestiva, alla clinica, vanno associate le tecniche radiologiche (TAC, ma soprattutto la risonanza) che consentono di individuare aree di necrosi ed emorragiche nel contesto di un adenoma ipofisario. L’imaging mostra solitamente una neoformazione a sviluppo intrasellare e sovrasellare, disomogenea per la presenza di aree solide ed emorragiche.

TERAPIA

Il tempestivo intervento chirurgico è sicuramente indicato nelle condizioni in cui vi è un rapido decadimento dello stato di coscienza o se la compromissione visiva è rapidamente ingravescente senza che la terapia steroidea o il posizionamento di una derivazione liquorale siano risultate efficaci. Tuttavia, la possibilità di un intervento chirurgico precoce è ancora oggetto di dibattito.
Generalmente è indicato un trattamento con idrocortisone (100-200 mg) in bolo, previo dosaggio della funzione antero-ipofisaria, seguito dalla sua somministrazione in continuo nelle 48 ore successive. Successivamente vanno valutati e trattati anche eventuali altri deficit ipofisari.

PROGNOSI

La prognosi dipende dalla tempestività e dalle modalità con cui è stato trattato il paziente durante la fase acuta. Un esito non infrequente dell’apoplessia ipofisaria è costituito da alterazioni dell’oculomozione.
E’ solitamente consigliato un follow-up del paziente nei mesi successivi.

Dott. Massimiliano Andrioli
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Centro EndocrinologiaOggi, Roma
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