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ELASTOSONOGRAFIA TIROIDEA

Autore: Dott. Andrioli Massimiliano

L’elastosonografia o elastografia è una nuova tecnica ecografica in grado di fornire informazioni sulla durezza di un tessuto o di un nodulo.
Fino ad oggi il grado di durezza di un nodulo tiroideo poteva esser dedotto, ed in modo approssimativo, dal medico solo mediante la palpazione effettuata durante l’esame clinico del collo. Oggi, invece, l’elastosonografia consente di oggettivare e quantificare in modo preciso la durezza di un nodulo tiroideo. Per tale ragione l’elastosonografia è attualmente considerata una sorta di “palpazione elettronica”. Il principio di base dell’elastosonografia risiede nel fatto che la compressione del tessuto esaminato con la sonda dell’ecografo produce una distorsione, minore nei tessuti duri e maggiore nei tessuti soffici, che può essere rilevata e quantificata attraverso una rielaborazione di dati effettuata dall’ecografo.

INDICAZIONI
E’ noto che i noduli tumorali presentano solitamente una durezza maggiore rispetto al tessuto normale e pertanto l’elastosonografia, evidenziando i noduli più duri rispetto al tessuto tiroideo circostante, è in grado di individuare quelli maggiormente sospetti per malignità. Studi recenti, infatti, hanno dimostrato l’utilità della metodica elastosonografica nella diagnosi della patologia neoplastica tiroidea. Per questo motivo l’elastosonografia è stata indicata come uno dei migliori strumenti non invasivi per individuare il carcinoma tiroideo. Studi ancora più recenti hanno indicato come l’elastosonografia possa essere utile anche nel predire la presenza di tumore in quei noduli tiroidei che, sottoposti ad agoaspirato, hanno ancora una diagnosi citologica incerta (TIR 1 o TIR 3) che non consente di affermare o di escludere la presenza di tumore anche se tale argomento è ancora oggetto di dibattito.

ESAME
In virtù di queste ricerche la metodica elastosonografica ha di recente fatto il suo ingresso nella diagnostica della patologia nodulare tiroidea anche se non è ancora eseguita routinariamente in quanto non tutti gli ecografi hanno in dotazione questo software.Inoltre, se in passato l’esecuzione di un esame elastosonografico richiedeva la registrazione di tutte le immagini e quindi molto tempo (off-line), attualmente, invece, la metodica è molto più rapida e viene effettuata in tempo reale (real-time) consentendo una notevole riduzione del tempo di esecuzione ed una maggior praticità dell’esame.
In pratica per un paziente che effettua una elastosonografia tiroidea è come se effettuasse un classico esame ecografico della tiroide. Come per una normale ecografia tiroidea, infatti, a paziente sdraiato su un lettino, la sonda dell’ecografo viene posizionata sul collo, si esercita una lieve pressione e si seleziona il nodulo da analizzare inquadrandolo con un apposito box che appare sul monitor dell’ecografo. Il software produce, così, un’immagine elatosonografica in cui il nodulo inquadrato nel box viene colorato in base alla durezza mediante una scala di colori.
I colori utilizzati possono essere diversi a seconda del tipo di ecografo e del software utilizzato, ma la scala di colori solitamente varia dal rosso/verde per gli elementi dotati di una maggior deformabilità (noduli soffici) al blu per quelli con minima o nulla distorsione (noduli duri ed anelastici).

CLASSIFICAZIONE
Al fine di valutare la durezza dei noduli, il pattern elastosonografico di ciascun nodulo viene confrontato con quello del tessuto tiroideo circostante ed in base a questo le lesioni possono essere classificate in diverse classi di durezza (classi di durezza o di elasticità, Elasticity Score, ES). Alcuni utilizzano una classificazione in 3 o in 5 classi di durezza, ma la classificazione attualmente più utilizzata è quella in 4 classi di durezza (Figura 1) che prevede che: ai noduli che presentano elasticità in tutta l’area esaminata (nodulo omogeneamente verde) si attribuisca un ES 1; ai noduli che presentano elasticità nella maggior parte dell’area esaminata (nodulo prevalentemente verde) si attribuisca un ES 2; ai noduli che presentano durezza nella maggior parte dell’area esaminata (nodulo prevalentemente blu) si attribuisca un ES 3; ai noduli completamente anelastici (nodulo omogeneamente blu) si attribuisca un ES 4. Va ricordato, tuttavia, che non tutti i noduli possono essere indagati con l’elastosonografia. Infatti i noduli con un’importante componente liquida o quelli completamente calcifici non sono efficacemente valutabili dalla metodica elastografica.

CONCLUSIONI
Tuttavia, salvo rare eccezioni, si può affermare con certezza che l’elastosonografia, associata all’esame ecografico tradizionale della tiroide, è sicuramente uno strumento innovativo e molto utile nella diagnosi del tumore tiroideo.

Dott. Massimiliano Andrioli
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

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BIBLIOGRAFIA

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