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PEGVISOMANT (SOMAVERT) E ACROMEGALIA

PEGVISOMANT (SOMAVERT) E ACROMEGALIA

Il pegvisomant è un antagonista recettoriale dell’ormone della crescita (GH) ed è utilizzato nel trattamento dell’acromegalia. Con il nome commerciale di Somavert, viene somministrato per via sottocutanea quando l’adenoma GH-secernente che causa l’acromegalia, non è controllato con la chirurgia o con la tradizionale terapia medica di primo livello (analoghi della somatostatina).
Il farmaco, in sostanza, è un analogo “pegilato” dell’ormone della crescita e pertanto si lega ai recettore dello stesso, impedendo il legame del vero GH endogeno e riducendo, quindi la sintesi di IGF-1, che è il vero mediatore finale che determina le manifestazione cliniche dall’acromegalia.
Il pegvisomant è indicato nel trattamento dei pazienti con acromegalia resistente ed è un farmaco molto efficace.
Alcuni studi clinici hanno evidenziato che la somministrazione di pegvisomant in mono-terapia come trattamento di seconda linea dell’acromegalia è in grado di ottenere un controllo biochimico in oltre il 90% dei casi. Tuttavia, nel mondo reale, l’efficacia clinica del pegvisomant, pur rimanendo elevata, sembra essere lievemente inferiore a quanto riportato da questi studi.
L’efficacia del pegvisomant sembra migliorare quando la titolazione del dosaggio è eseguita correttamente. Si ricorda, tuttavia, che nei pazienti obesi può essere necessario iniziare con una dose più elevata ed incrementarne il dosaggio più rapidamente. Oltre ai pazienti con obesità, quelli che generalmente necessitano di dosi maggiori di pegvisomant per normalizzare i valori di IGF-1 sono solitamente i pazienti più giovani e quelli con valori basali più elevati di IGF-1.
Effetti indesiderati severi del trattamento con pegvisomant (come incremento delle transaminasi e cefalea) sono stati riscontrati solo nel 2% dei pazienti trattati (prenota un’ecografia epatica). Ma nei centri endocrinologici con maggiore esperienza nell’uso di pegvisomant le perecntuali di effetti collaterali sembrano essere minori.
Secondo l’ultima Consensus sull’acromegalia (2018), il pegvisomant rappresenta la terapia di seconda linea di riferimento, nel caso di pre-esistente alterazione glucidica o diabete. Invece, in caso di pre-esistente alterazione del metabolismo glucidico o diabete e persistenza di importante residuo tumorale postchirurgico alla RMN ipofisaria, è consigliabile mantenere gli analoghi della somatostatina di prima generazione associando anche il pegvisomant. Va ricordato che in seconda linea, in caso di normali valori glicemici, è possibile utilizzare anche il un analogo della somatostatina di ultima generazione: il pasireotide.
L’associazione di analoghi della somatostatina e di pegvisomant, consente di somministrare dosaggi inferiori di quest’ultimo.
Nei GH-omi la mutazione del gene AIP si riscontra nel 20-25% dei casi è può associarsi ad un comportamento più aggressivo del tumore, che appare più frequentemente resistente agli analoghi della somatostatina. Pertanto negli adenomi con mutazione AIP, così come nei GH-omi pediatrici, il pegvisomant può essere tranquillamente utilizzato per normalizzare i valori di IGF-1.
Alcuni studi internazionali come Acrostudy hanno evidenziato che, dopo il trattamento con   pegvisomant, l’adenoma rimane sostanzialmente invariato alla RMN nel 72% dei casi e non vi sono significativi incrementi dimensionali dell’adenoma GH-secernente.
Anche nel caso dei GH-omi, e sempre in base alle caratteristiche dell’adenoma ed alla clinica del paziente, la scelta della terapia più appropriata deve essere sempre concordata con il paziente, all’interno di un team multidisciplinare di esperti formato da endocrinologo, neurochirurgo e neuroradiologo che ne valutino rischi, benefici e possibili alternative.
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Dott. Massimiliano Andrioli
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Centro EndocrinologiaOggi, Roma
viale Somalia 33A, Roma
tel/fax 0686391386
cell 3337831426
Studio EndocrinologiaOggi, Lecce
via Ruffano 4, Casarano (Lecce)
cell 3337831426

 

Bibliografia

Asa SL et Al. Attendees of 14th Meeting of the International Pituitary Pathology Club, Annecy, France, November 2016. From pituitary adenoma to pituitary neuroendocrine tumor (PitNET): an International Pituitary Pathology Club proposal. Endocr Relat Cancer. 2017 Apr;24(4):C5-C8. doi: 10.1530/ERC-17-0004.

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