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AFIRMA GSC

Afirma GSC rappresenta la metodica più avanzata attualmente disponibile a livello mondiale per l’analisi genomica dei noduli tiroidei indeterminati (TIR3).

AFIRMA GSC E AFIRMA GEC – DIFFERENZE

La metodica Afirma è applicata nella diagnosi differenziale dei noduli indeterminati (TIR3) per individuare i noduli sicuramente benigni e far evitare al paziente inutili interventi chirurgici diagnostici.

La prima metodica di Afirma è stata Afirma – Gene Expression Classifier (GEC), metodica con elevata sensibilità, che consentiva di riclassificare come benigni meno della metà dei noduli tiroidei indeterminati. Recenti progressi tecnologici hanno permesso di compiere un ulteriore passo in avanti con lo sviluppo di Afirma – Genomic Sequencing Classifier (GSC) che permette di riclassificare come benigni ben oltre la metà dei noduli tiroidei indeterminati (Figura 1, Figura 2). Afirma GSC rappresenta la metodica più avanzata attualmente disponibile a livello mondiale per l’analisi genomica dei noduli tiroidei indeterminati (TIR3).

AFIRMA GSC

Afirma GSC, combina il classico sequenziamento di RNA con microarray di GEC, con il sequencing RNA che consente di estrarre il maggior numero possibile di informazioni genomiche dal campione di agoaspirato tiroideo e di individuare informazioni genomiche in precedenza non rilevabili con altre metodiche.
Afirma GSC, infatti, è l’unico test attualmente disponibile nella diagnosi del nodulo tiroideo che combina il sequenziamento di nuova generazione di RNA e metodiche analitiche in grado di rivelare anche piccole alterazioni genomiche non individuabili dai metodi tradizionali (come il DNA-based sequencing). Afirma GSC analizza i profili di espressione di RNA di più di 1.000 geni. Pertanto, con Afirma GSC, oltre all’espressione genica, viene valutata anche la presenza di varianti del DNA, di fusioni, di varianti di numero di copie e di altre informazioni potenzialmente predittive di presenza di tumore tiroideo.

Attualmente, eseguendo l’analisi Afirma GSC vengono sempre analizzate anche le seguenti mutazioni: RET/PTC1, RET/PTC3, BRAFV600E (per il carcinoma papillare), MTC (per il carcinoma midollare) (Figura 3). Questa potente combinazione di valutazioni genomiche è in grado di aumentare ulteriormente la capacità di distinzione tra noduli benigni e maligni.

AFIRMA GSC – CARCINOMA PAPILLARE TIROIDE (BRAFV600E)

Con GSC, ai già potenti strumenti di test genomici disponibili in Afirma, è stato aggiunto (e validato) un nuovo classificatore: BRAF V600E. Utilizzando tecnologie avanzate di sequenziamento di nuova generazione, è possibile trovare mutazioni BRAF V600E non individuabili da altre tecniche precedenti (come ad esempio la PCR). E’ noto che la presenza della mutazione BRAF V600E nei noduli tiroidei conferisce la certezza di trovarsi di fronte ad un tumore. Inoltre, poiché i tumori BRAF positivi sono tendenzialmente più aggressivi, determinare la presenza (o meno) di BRAF può influenzare le opzioni terapeutiche per il paziente (ad esempio una chirurgia più estesa anziché una lobectomia). Il classificatore BRAF di Afirma GSC, infine, genera pochi falsi positivi.

AFIRMA GSC – CARCINOMA MIDOLLARE TIROIDE (MTC )

La metodica Afirma GSC impiega anche un classificatore per il carcinoma midollare (MTC classifier), che consente un più corretto approccio terapeutico per i pazienti con MTC.

AFIRMA GSC – CARCINOMA DI HURTLE

Il metodo Afirma GSC utilizza un classificatore anche per cellule di Hürthle (Hürthle classifier). Per migliorare la classificazione delle cellule di Hürthle, Afirma GSC determina innanzitutto se il campione FNA contiene o meno cellule di Hürthle analizzando oltre 1.400 geni. In caso positivo, un secondo classificatore esamina ulteriori criteri, tra cui la perdita di eterozigosità, specifica per le neoplasie a cellule di Hürthle, per distinguere gli adenomi dai carcinomi a cellule di Hürthle. Questo secondo classificatore utilizza oltre 2.000 geni e quasi 190.000 varianti genomiche. In questo modo Afirma GSC è in grado di differenziare i tumori a cellule di Hürthle dai non tumori. Quest’ultimi, infine, come qualsiasi altro campione indeterminato, sono poi rivalutati dal classificatore globale per determinarne la benignità.

Questo ha fatto si che i noduli a cellule di Hürthle che prima erano considerate sospette da GEC, con Afirma GSC saranno classificate come benigne con un più elevato grado di precisione (con una specificità che aumenta dal 12% al 59%) (Figura 4), aumentando ulteriormente il numero di pazienti con noduli benigni in grado di evitare inutili operazioni chirurgiche.

AFIRMA GSC – PARATIROIDE

Le paratiroidi sono situate vicino alla tiroide, e se ingrandite, talvolta possono essere scambiati per noduli tiroidei. Tali formazioni ingrandite (adenomi) se sottoposte ad agoaspirato, potrebbero risultare, come formazioni indeterminate (TIR3) in quanto le cellule che le costituiscono spesso possono essere scambiate con cellule tiroidee con caratteristiche atipiche.

Afirma GSC prevede anche un classificatore per le paratiroidi (Parathyroid Classifier) che consente di individuare correttamente queste formazioni ed evitare interventi chirurgici non necessari.

AFIRMA GSC vs GEC

Dal confronto con GEC emerge che la nuova metodica Afirma GSC non solo conserva un’elevata sensibilità (91%) ma migliora nettamente la sua specificità (dal 52 al 68 %). Ciò significa che questo test di ultimissima generazione, è in grado di identificare correttamente come benigni circa il 30% di noduli in più rispetto ad Afirma GEC, con un valore predittivo negativo che arriva al 96% (Figura 3). Questi dati confermano che Afirma GSC, ancor più di Afirma GEC, può aiutare ad evitare la chirurgia diagnostica.

AFIRMA GSC vs ALTRE METODICHE

Le altre metodiche di genetica attualmente esistenti, invece, valutano solo specifiche mutazioni, ed analizzano solo pochi geni o microRNAs ed hanno, pertanto, una limitata utilità clinica in quanto alcune di queste mutazioni sono presenti solo raramente nei noduli indeterminati (TIR3) tumorali.
Con Afirma GSC, invece, il sequenziamento dell’RNA interroga l’intero genoma ed utilizza informazioni genetiche molto ampie e complesse con modalità precedentemente mai impiegate nella diagnostica sanitaria.

AFIRMA GSC – ALTRE INFORMAZIONI

Afirma GSC è altamente riproducibile, ma soprattutto ha una elevatissima sensibilità analitica con un limite di rilevazione del 5%. Questo vuol dire che se anche il campione prelevato da un nodulo maligno fosse “diluito” o “contaminato” fino al 95% dal normale tessuto adiacente o dal tessuto nodulare benigno, Afirma GSC è comunque in grado di classificarlo come maligno. Ciò riduce al minimo i falsi negativi, anche nel caso di erroneo campionamento che ha interessato accidentalmente il tessuto tiroideo adiacente normale. Le prestazioni di Afirma GSC, infine, sono scarsamente influenzate dai classici interferenti comunemente riscontrabili nei campioni di agoaspirato (come il sangue e il DNA genomico).

CONCLUSIONI

Afirma GSC rappresenta la metodica più avanzata attualmente disponibile a livello mondiale per l’analisi genomica dei noduli tiroidei indeterminati (TIR3) e per valutare la possibilità di evitare l’intervento chirurgico. Il Centro EndocrinologiaOggi di Roma è il primo centro in Italia ad eseguire questa metodica in collaborazione con Veracyte di San Francisco (Stati Uniti).

Dott. Massimiliano Andrioli
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Centro EndocrinologiaOggi, Roma
viale Somalia 33A, Roma
tel/fax 06.86391386
cell 333.7831426
Studio EndocrinologiaOggi, Lecce
via Ruffano 4, Casarano (Lecce)
tel/fax 0833.501676
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