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CABERGOLINA (DOSTINEX) E PROLATTINOMI

CABERGOLINA (DOSTINEX) E PROLATTINOMI

 

Il trattamento di base degli adenomi prolattino-secernenti (prolattinomi) è costituito dai domapino-agonisti (o dopaminergici), in particolar modo dalla cabergolina (Dostinex).
La risposta terapeutica dei prolattinomi alla cabergolina è maggiore rispetto a quella di altri dopaminergici (come ad esempio la bromocriptina, nome commerciale Parlodel), sia nei micro-prolattinomi che nei macro-prolattinomi ma anche nelle iperprolattinemie non causate da tumori ipofisari.
La cabergolina, infatti, è in grado di indurre la normalizzazione dei valori di PRL nel 80-90% dei casi ed una riduzione delle dimensioni dell’adenoma  (maggiore del 20% rispetto alle dimensioni pre-trattamento) in oltre l’80% dei casi.
E’ importante, tuttavia, monitorare a lungo termine il paziente dopo la sospensione della cabergolina per valutarne l’outcome. Infatti la persistenza di normali valori di prolattina dopo la sospensione del dopaminergico è del 36-67% nei microadenomi mentre è più bassa (8-57%) nei macroadenomi.
La percentuale di recidiva di iperprolattinemia sembra correlare con la durata del trattamento con cabergolina, con il valore di PRL ottenuto con la minima dose settimanale di cabergolina (0.25 mg/settimana) e con la percentuale della riduzione dimensionale dell’adenoma. Inoltre, nei pazienti con microprolattinoma, altri fattori che possono predittivi di recidiva di iperprolattinemia dopo la sospensione del dopaminergico sono: l’età del paziente alla diagnosi, i valori basali di prolattina e le dimensioni iniziali dell’adenoma alla RMN eseguita al momento della diagnosi.
Il trattamento con cabergolina è sicuro e, solitamente, ben tollerato. Possibili lievi effetti indesiderati possono essere: nausea, congestione nasale, stipsi e ipotensione. Vi sono anche sporadiche segnalazioni di fibrosi valvolare cardiaca, ma solitamente sono associate a trattamenti di lunga durata e con posologie elevate che solitamente non si raggiungono mai nel trattamento dell’iperprolattinemia. Prenota un ecocardiogramma.
Sebbene raramente, è possibile riscontrare una resistenza alla cabergolina nel 11% dei casi. La resistenza è definita come: a) impossibilità ad ottenere la normalizzazione dei valori di PRL o una riduzione degli stessi di almeno il 50%; b) incapacità di indurre cicli ovulatori o di ridurre i sintomi clinici nonostante la dose massimale di cabergolina di 2 mg/settimana.
In questi casi può essere indicato il trattamento neurochirurgico per rimuove l’adenoma. Con la chirurgia si può ottenere la remissione della patologia nel 80% dei micro-prolattinomi e nel 40% dei macro-prolattinomi.
Altre indicazioni che possono suggerire un’indicazione chirurgica, nonostante l’efficacia terapeutica della cabergolina sono: a) l’incremento dimensionale dell’adenoma; b) la persistenza di compressione del chiasma ottico con rischio per la visione (prenota un campo visivo computerizzato); c) la natura cistica dell’adenoma; d) il rischio di fistolizzazione e fuoriuscita di liquido cerebrospinale; e) l’apoplessia ipofisaria; f) intolleranza alla cabergolina stessa.
Tuttavia, sempre in base alle caratteristiche dell’adenoma, l’eventuale indicazione chirurgica deve essere sempre concordata con il paziente, all’interno di un team multidisciplinare di esperti formato da endocrinologo, neurochirurgo e neuroradiologo che ne valutino rischi, benefici e possibili alternative.
I pazienti con prolattinomi aggressivi o carcinomi ipofisari, possono richiedere trattamenti di seconda linea, come gli analoghi della somatostatina o, in casi più limitati, la temozolamide. Ultimamente è stata suggerita anche la possibilità dell’impiego del pasireotide in alcune forme di prolattinomi aggressivi.

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Dott. Massimiliano Andrioli
Specialista in Endocrinologia e Malattie del Ricambio

Centro EndocrinologiaOggi, Roma
viale Somalia 33A, Roma
tel/fax 0686391386
cell 3337831426
Studio EndocrinologiaOggi, Lecce
via Ruffano 4, Casarano (Lecce)
cell 3337831426

 

Bibliografia

Asa SL et Al. Attendees of 14th Meeting of the International Pituitary Pathology Club, Annecy, France, November 2016. From pituitary adenoma to pituitary neuroendocrine tumor (PitNET): an International Pituitary Pathology Club proposal. Endocr Relat Cancer. 2017 Apr;24(4):C5-C8. doi: 10.1530/ERC-17-0004.

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